|
Per gli Amici e Lettori che conoscono Pianeta Marte.net sin dalla sua nascita non sarà stato certo difficile l'aver notato i cambiamenti via via apportati al portale. Inizialmente - bisogna ammetterlo - il fascino esercitato dalle cosiddette "anomalie marziane" ci ha coinvolti in modo determinante, al punto da ritenerne qualcuna effettivamente vera. Tuttavia (e giustamente), con il trascorrere del tempo abbiamo gradualmente maturato un sempre maggior spirito critico e pragmatico, ma abbiamo ugualmente mantenuto intatto quello che potremmo ben definire con il termine "possibilismo". Si tratta per certo di un mix paradossale, talvolta antitetico e facilmente portatore di problemi. Inoltre ci siamo dovuti rendere conto, nostro malgrado, che il voler preservare un atteggiamento imparziale presenta diverse complicazioni perchè, in un modo o nell'altro, esiste sempre una sottile componente emotiva che interferisce quando si dovrebbero invece formulare opinioni neutrali. Dunque? Per l'ennesima volta dobbiamo prendere delle posizioni "ufficiali", consapevoli che tali mosse non sempre vengono poi salutate con favore. ARCHEOLOGIA SPAZIALE e Ufologia - Nel corso di questi anni abbiamo notato l'intensificarsi del legame tra l'Archeologia Spaziale (in speciale modo riferito alla cosiddetta "eso-archeologia" o "xeno-archeologia") e l'ufologia, il che ha creato forse un pizzico di fraintendimenti riguardo al nostro operato. Credevamo che l'ufologia fosse lo studio degli Unidentified Flying Objects (Oggetti Volanti Non-Identificati) ma, evidentemente, col tempo anche la Faccia di Marte è diventata un oggetto volante non identificato... Come mai è stato relativamente semplice legare l'archeologia spaziale con l'ufologia? Forse perchè entrambe sono cariche di pathos misterico e ambiguità. In entrambi i casi si è liberissimi di proporre infinite ipotesi con l'etichettatura "possibile fino a prova contraria". Infine - "last but not least" - entrambe fanno spesso e volentieri ricorso all'occulto e all'esoterismo.
L'IDEOLOGIA DELL'IMPOSSIBILISMO E DEL NEGAZIONISMO IRRIDUCIBILE - Tenteremo in questa sede di mettere in chiaro un altro aspetto spesso frainteso circa il nostro operato: la differenza fra "impossibile" / "improbabile" e "possibile" / "probabile". Se qualcuno sostenesse di aver visto un asino volare probabilmente lo inviteremmo a recarsi al più presto da uno specialista in disturbi della personalità. Può darsi invece che il soggetto avrà avuto poi ragione qualora avesse davvero osservato un asino imbarcato su un aereo da trasporto decollato subito dopo... L'asino ha "volato"! Quindi, siamo il più delle volte noi stessi a determinare se un "qualcosa" sarà impossibile o meno, non il "qualcosa" in se; e saremo sempre noi stessi a crearci barriere mentali oppure a disinibirle inopportunamente, con l'inevitabile risultato di indurci a vedere cose che non esistono oppure a non vedere cose che esistono. Nulla di nuovo: stiamo solo ribadendo e rammemorando concetti già ben noti da tempo. A motivo di quanto appena affermato la nostra opinione di base riguardante la presenza di eventuali reperti di origine artificiale su Marte (visto che di Marte ci occupiamo) rimane sostanzialmente invariata: a rigor di termini ed in linea teorica è possibile. Possibile in quanto Marte è un pianeta solido-roccioso dotato di una determinata massa, gravità ed atmosfera. Pertanto è un luogo che possiede i requisiti minimi per l'installazione e l'insediamento di attrezzature, infrastrutture e costruzioni. Se ritenessimo ciò impossibile equivarrebbe quasi a sostenere l'impossibilità del raggiungimento e della colonizzazione di Marte da parte dell'uomo stesso!
PROBLEMI E CONFLITTI INCONTRATI IN QUESTI ANNI SU PIANETA MARTE.NET - Nel corso di questi anni abbiamo dovuto far fronte a diversi grattacapi legati alla nostra scelta di voler affrontare in modo imparziale l'archeologia spaziale. Purtroppo l'emotività qualche volta annebbia la facoltà dell'obbiettività e gioca brutti scherzi, sopratutto quando si instaurano rapporti di collaborazione con ambienti diametralmente opposti fra loro. Questa difficile situazione però ha fatto di Pianeta Marte.net un caso singolare a livello nazionale e non solo; in sostanza l'archeologia spaziale l'avevamo presa in esame sotto due linee generali: da chi la sostiene in modo favorevole e da chi, tendenzialmente, non ne condivide le audaci e suggestive congetture. Se avessimo adottato o l'una o l'altra linea guida avremmo semplicemente ricalcato quello che fanno già molti. Dovevamo essere diversi e per tale ragione controversi.
POSSIBILISMO SELETTIVO - Nel corso del tempo abbiamo anche imparato a distinguere vari gradi di possibilismo tra cui il cosiddetto "possibilismo selettivo". Ma da quale caratteristica si contraddistingue rispetto ad altre correnti ideologiche? Ebbene, il possibilismo diventa selettivo se e quando una serie di presunte strutture artificiali saranno tali secondo l'opinione di alcuni, ma non per altri. Meglio ancora quando - su un numero "x" di presunte strutture artificiali - il singolo individuo, in base a presupposti personali, ne considera tali solo una frazione "y" mentre le rimanenti altre - sempre per i medesimi presupposti - no. Nel possibilismo selettivo il più delle volte non saranno le considerazioni di natura strettamente tecnico-scientifica a determinare simili caratterizzazioni. Purtroppo, in qualche occasione, siamo caduti anche noi in questo laccio insidioso. Ci auguriamo che tutto ciò serva da insegnamento affinchè ognuno possa quindi prestare la dovuta attenzione a non farsi suggestionare e condizionare troppo dai sentimenti e dalle sole apparenze.
LE PROVE E LE NON-PROVE - Si potrebbe definire una "prova" ciò che ha superato tutto un insieme di valutazioni ed analisi oggettive ed obiettive, dedotte mediante acquisizioni di dati e altro materiale attinente all'elemento da definire con il suddetto termine. Una prova necessiterà quindi di svariati fattori congruenti e confluenti alla definizione della medesima. Dovrà stabilirsi quindi una sinergia e/o convergenza fra i vari indizi i quali, messi insieme, conferiranno coerenza e linearità all'elemento finale che chiameremo "prova".
GLI INDIZI E LE IPOTESI - Dobbiamo allora prendere in considerazione anche ciò che non costituisce di per se una prova, ma un indizio basato sull'analisi parziale di dati oggettivi (la cui natura può variare parecchio da caso a caso). Gli indizi potranno successivamente condurre all'acquisizione dell'elemento probatorio finale. A tal fine si formulerà un'ipotesi, ossia un tentativo interpretativo degli elementi d'indizio raccolti (o della realtà osservata). Nel corso di questi anni, come già detto, abbiamo senz'altro dato spazio a svariate idee ed ipotesi "non-nostre" allo scopo di permettere al Pubblico di conoscerle e farsene una propria opinione. Tuttavia, in linea di massima e per quel che concerne i sostenitori delle strutture artificiali su Marte, non sembra vi sia stato un particolare impegno atto al miglioramento delle numerose ipotesi proposte fino ad oggi, peraltro utile ad accrescere eventuali elementi ad essi stessi favorevoli. D'altra parte, in questi 10-15 anni, il grado di conoscenza del "Pianeta Rosso" è considerevolmente aumentato, consentendo così di offrire al Pubblico esaustive spiegazioni su praticamente tutte le presunte "anomalie marziane" ponendo l'archeologia spaziale sul piano di una pseudoscienza. Di fatto, l'unica arma a disposizione di certe tipologie di sostenitori è sempre stata la stessa: il cover-up e la cospirazione ad oltranza. Grazie a questo espediente si riuscirà quasi sempre ad uscirne vincitori dal momento che qualsiasi nuova immagine diffusa dagli Enti Spaziali verrà comunque considerata un tarocco D.O.C. Quindi, dinnanzi a cotanta rassegnazione, basterà aspettare la successiva immagine la quale verrà anch'essa etichettata allo stesso modo.
I FATTI, I PRECEDENTI E LE CONTROVERSIE - Spiace doverlo ammettere ma, nel corso di questi ultimi decenni (da quando insomma fu "scoperta" la famosa Faccia di Cydonia Mensae), ciò che ha contraddistinto in modo particolare l'evoluzione dell'archeologia spaziale è stato il semplicistico (ancorché scorretto) giochino dei paragoni tra manufatti e costruzioni terrestri con le più svariate peculiarità geologiche osservate nei vari corpi celesti. Oltretutto non è mai stato sviluppato nemmeno uno stralcio di "Protocollo Tecnico" specifico in grado - tra l'altro - di limitare la proliferazione degli improvvisati "Archeologi dello Spazio". In questi anni Pianeta Marte.net, benché abbia manifestato un atteggiamento moderatamente favorevole nei confronti dell'archeologia spaziale non si è certo risparmiato nell'esprimere comunque le proprie opinioni critiche sulla maggior parte delle presunte anomalie marziane, da molti ritenute artefatti. Alla fine della storia abbiamo però scelto di chiudere i rubinetti e lasciare solo quattro articoli come "eredità" di un percorso certamente seguito da molti Lettori, ma non compreso nel suo valore didattico se non da pochi. Ecco allora alcuni aspetti salienti che oggi, a distanza di anni, possiamo qui riassumere:
"FINO A PROVA CONTRARIA" - Nel corso di questi anni abbiamo visto come l'ausilio di alcuni cavilli adottati dalle fazioni del Sì e del No abbiano inferto ulteriori demeriti ai già lacunosi dibattiti eso-archeologici. Talvolta, per difendere l'esistenza di presunte strutture artificiali ubicate fuori dalla Terra, alcuni sostenitori si sono appellati alla frase "ipotesi valida fino a prova contraria". (Nota: purtroppo ci siamo cascati anche noi!) Allo stesso modo, certi detrattori delle tesi eso-archeologiche hanno fatto altrettanto modificando la frase in "ipotesi non valida fino a prova contraria". Cosi, entrambe le fazioni non fanno altro che distruggersi a vicenda dimostrando come tutto l'impianto ideologico dell'archeologia spaziale sia assai fragile. D'altronde, l'appellarsi a frasi fatte di questo genere probabilmente è un'esigenza strategica attuata per blindare tesi che, già di per se, non avrebbero molte speranze di sopravvivenza. Forse, certi "esperti" del settore credono di poter chiudere le proprie idee in una botte di ferro, approfittando delle problematiche insite nello studio di documentazione satellitare, problematiche in grado di impedire (secondo loro) l'acquisizione di una controprova. Fino ad oggi il tempo e l'esperienza hanno apparentemente mostrato l'infondatezza di questa logica poco scientifica, fermo restando che potrebbe realmente esistere documentazione sottoposta a qualche tipo di censura e, almeno per ora, non fruibile ne dalla Comunità Scientifica e ne tantomeno dal Pubblico. CONCLUSIONI - Siamo perfettamente consci che il presente articolo potrebbe non risultare di gradimento sopratutto a coloro che sono fermamente convinti dell'esistenza di artefatti su Marte (e altrove) quale testimonianza di antiche vestigia di civiltà aliene. Naturalmente - lo ribadiamo - inizialmente Pianeta Marte.net è stato assai più attratto da questa affascinante idea ma, col tempo, con l'esperienza, con una migliore capacità cognitiva e la sempre crescente conoscenza delle Scienze Planetarie, il fascino eccessivo ha fatto posto al pragmatismo ed alla prudenza. La nostra presa di posizione non è tuttavia determinata per compiacere qualcuno e dispiacere altri, piuttosto è un'esigenza di Pianeta Marte.net necessaria a distinguerci una volta per tutte dalla babele che ormai infesta irrimediabilmente internet (e non solo). Una babele dove complottismo e anticomplottismo offrono da tempo il meglio ed il peggio di se; dove gli skeptiks e i creduloni fanno altrettanto e dove sulle spalle di tutti qualche intelligente furbo fa affari d'oro... E' altresì ovvio che, nell'ambito della Scienza "Ufficiale" o delle Scienze di Frontiera, le sviste possono capitare a tutti, sia che siamo sostenitori di tesi esotiche oppure sostenitori di idee più pragmatiche. Le sviste mostrano quanto dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo e a come lo corrediamo da un punto di vista documentativo. Purtroppo ci siamo resi conto che in questo settore tanto controverso non tutti ne tengono opportunamente conto e continuano a divulgare informazioni errate e distorte.
Vorremmo infine mettere in chiaro che Pianeta Marte.net non è e non intende trasformarsi in un portale ciecamente negazionista, asettico e privo della propria voglia - se ci è consentito il concetto - di sognare. Siamo ancora convinti che la razza umana abbia già esplorato lo Spazio in quell'epoca ermeticamente chiusa fra i confusi miti dei popoli antichi e che abbia avuto pure dei contatti con forme di vita eso-terrestri. Ma, poichè non ci è possibile quantificare empiricamente e scientificamente tale convinzione, siamo costretti a definirla "Atto di Fede". Non possiamo quindi far passare un "Atto di Fede" per un fatto certificato e di natura assolutamente storica in quanto sarebbe scorretto verso i nostri Lettori. Un conto è ciò che pensiamo noi e un altro conto è l'affrontare scientificamente la realtà oggettiva dello Spazio Interplanetario. L'ipotesi "Vita intelligente su Marte" è in conclusione un'ipotesi teoricamente possibile, ma non dimostrabile e quindi da non scartare solo per sfogare eventuali patemi d'animo personali. Non saranno però le ambigue traduzioni di antiche tavolette a farci da univoca ed infallibile guida (sebbene potrebbero ogni tanto offrire qualche utile suggerimento) e nemmeno i giochetti del "poichè assomiglia a... allora è...". Seguiremo altri percorsi forse meno fantasiosi, più asettici e sterili, che (sempre col "forse") alla fine daranno la tanto attesa prova inconfutabile.
|
|
Sei il visitatore numero: |